26 agosto 2010

Scrivere scrivere scrivere

La scrittura genera scrittura. Ci sono pochi altri campi della vita pratica e intellettuale in cui è necessario tenersi in allenamento tanto costante quanto quello della scrittura.
Una volta imparato ad andare in bicicletta, una persona non dimentica più come si fa. Con la scrittura non funziona così. Si perde terreno, si inizia a dimenticare. Si inizia a dimenticare prima ancora che a quanto imparato venga concesso il tempo di sedimentarsi.

Chi scrive non dovrebbe mai smettere di scrivere. Non se lo può permettere. La scrittura è un processo troppo mediato, troppo complesso. Non è possibile concettualizzare ed esprimere pensieri ed emozioni in forma scritta senza prima sottoporsi a un tirocinio lungo anche anni. Tirocinio che potenzialmente potrebbe essere infinito.

Scrivere è una questione di costanza, di ritmo. Bisogna sforzarsi, a volte costringersi a scrivere. Chi pensa che la scrittura sia un'attività lieve, che le parole escano dalla penna assecondando i moti interni delle grandi anime, è un pazzo o non ha mai scritto una riga in vita sua. Come il 90% di quello che viene abitualmente considerato arte, anche la scrittura è quasi tutta e quasi sempre artigianato. E l'artigiano deve imparare e perfezionarsi. Scrivere è fatica. Ma a volte è così necessario.

10 commenti:

Luca Lorenzetti ha detto...

Condivido in pieno :)

davide ha detto...

verissimo!!

Loris ha detto...

Scrivere e` mettersi in gioco ogni volta, per ogni frase. anche se stai scrivendo cose leggere, ogni paragrafo ti costringe a interrogarti dapprima per verificare che sia proprio quello il pensiero che vuoi esprimere, poi per trovare la forma migliore per esprimerlo.

WALTER FANO ha detto...

La sapienza artigianale necessita di tirocinio continuo, ma il talento (che distingue l'artigiano dall'artista) non è "allenabile", è un dono

Ismaele ha detto...

Luca e Davide: grazie! :)

Loris: era più o meno per questo che ho scritto che la scrittura (perdona il bisticcio) è un processo mediato.

Walter: perdonami, ma non concordo con quello che hai scritto. Parli del talento come se non avesse bisogno di essere esercitato.
Personalmente ritengo che la concezione "essenzialista" del talento (e di un altro suo parente stretto, il 'genio') quale tu sembri supportare, osceno retaggio mai completamente rinnegato del Romanticismo europeo, sia uno dei mali più grossi delle nostre cosiddette arti.

Leo ha detto...

Non so se condivido tuttotutto, ci devo pensare; ma intanto ho letto un post per il quale posso dire "toh, guarda, ci devo pensare", e non capita spessissimo.

reallynothing ha detto...

sottoscrivo il post, e in particolare la risposta sul "talento".

Frau ha detto...

Sono perfettamente d'accordo con quello che hai detto, Ismaele.
Più scrivo (anche forzatamente) più ne sento il bisogno. Meno scrivo, più dimentico.
Ricordami, di tanto in tanto, di smetterla di buttare via il mio tempo e di scrivere qualcosa!

Gians ha detto...

Si.. ma quanto è rischioso.

Ismaele ha detto...

Rischioso... hai ragione, non ci avevo mai pensato. Scrivere significa mettere in gioco se stessi, e mettere in gioco se stessi è sempre un rischio. Forse uno dei più grandi.
Con il tempo io ho iniziato a pensare che sia un rischio che vale sempre la pena correre. Ma ancora non sono in grado di non pensare troppo alle conseguenze di quello che faccio.

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