Io non provo particolare piacere nella guida. Non sono in grado di capire se un'automobile sia buona. Non ho mai trovato una macchina 'divertente', anche se ho capito che 'divertenti' dovrebbero essere le macchine sportive, a leggere quattroruote. Funziona così: a essere divertente è proprio la macchina, non la guida o le sensazioni che si provano al volante.
Non sono mai riuscito, soprattutto, a misurare la mia libertà in rapporto ai chilometri percorsi con la mia auto -anche quando viaggiavo con i finestrini abbassati, anche quando tenevo il gomito fuori dal finestrino, all'aria, con una sola mano al volante e il vento tra i capelli, come nei film.
Sensazioni molto precise le ho invece provate le volte in cui mi sono trovato bloccato in mezzo al traffico, quello brutto, con la gente che martella sui clacson e i motorini che sfrecciano da tutte le parti. Dannati motorini...
In quei casi mi trasformo in un'altra persona. Vorrei vederle esplodere, a una a una, tutte le macchine che mi stanno attorno, e finalmente poter passare. Per evitare cinque minuti di ingorgo stradale sarei disposto a fare qualsiasi cosa.
L'automobile è un luogo dove accumuliamo una quantità di emozioni tanto grande quanto nemmeno immaginiamo. Gli abitacoli sono mondi a parte, dotati di proprie regole, spesso di propri riti. Chiusi gli sportelli della macchina, messe le mani sul volante, chiunque si trasforma. Di solito in peggio.
E' matematico: l'automobile rende peggiore chiunque la guidi. Peggiore in quanto, mettendolo in grado di compiere atti di cui, privo di altri mezzi, non sarebbe capace, l'automobile elimina nel guidatore alcune inibizioni fondamentali, facendogli perdere contatto con l'unico punto di vista che a lui dovrebbe essere consono, quello dell'uomo dotato delle sole proprie forze -del pedone, per rimanere in tema. Chi non si è mai sentito un onnipotente alla guida della propria auto? Moltiplichi ora questa sensazione per il numero di superuomini (o superdonne, o supervecchiette) che sfrecciano ogni giorno sull'asfalto.
E' facile diventare imprudenti, pazzi, irresponsabili in auto, non per incoscienza o per cattive condizioni psico-fisiche, ma semplicemente perché ci è permesso dal mezzo.
Le automobili rendono più tristi, più soli. Si muovono al posto nostro, e non solo sulla strada. Ci rendono parti di esse. Omologano tutti al medesimo stato d'animo, che è quello di chi gira a vuoto, di chi la meta l'ha dimenticata da un pezzo. Alienano, per usare una parola passata di moda. Guardate dentro le macchine che vi stanno intorno quando siete fermi al semaforo.
Le automobili puzzano. Io sono molto sensibile a questo fattore. Ogni mattina l'odore osceno che esce dai tubi di scappamento mi rivolta lo stomaco.
Da ultimo, le automobili fanno rumore. E' difficile farci caso: chi vive in città è ormai assuefatto dall'incessante roboare dei motori a scoppio. Eppure sono convinto che si tratti del flagello peggiore -peggiore dello smog, peggiore degli ingorghi. Perché inquinamento del suono è inquinamento esistenziale. I suoni accompagnano il pensiero. Una strada trafficata non possiede suoni: solo rumori. E i rumori violentano la nostra percezione, ci costringono a vivere al loro ritmo. In una strada trafficata è più difficile tenere il filo dei propri pensieri.

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