Per chi, come me, frequenta abitualmente i mezzi pubblici cittadini, una delle più temibili minacce sono le vecchiette che chiedono il posto a sedere. Sia chiaro: le vecchiette hanno tutto il diritto di reclamare un posto a sedere occupato da una persona con maggiori capacità deambulatorie; il problema insorge quando, anche a fronte di numerosi sedili vuoti, la vecchietta pretende precisamente il
tuo posto a sedere, e insiste affinché tu glielo ceda.
Questa mattina l'autobus che prendo abitualmente era piuttosto pieno. Io ero in piedi abbarbicato a un palo, impegnato nel tentativo invero un po' patetico di leggere una rivista e al tempo stesso cercare di mantenere un precario equilibrio. La mattina salgo sull'autobus alla prima fermata, e solitamente ho ampia scelta di posti a sedere. Oggi ero in piedi perché avevo ceduto il mio posto, appunto, a una vecchietta.
Circa a metà viaggio sale sull'autobus un altro esemplare di donna anziana, dotato di bastone da passeggio. La vecchietta, vedendo il mezzo pieno, si avvicina a un posto a sedere occupato da una ragazza non più che trentenne. Si tratta di uno di quei sedili adornati da una targhetta metallica in cui 'si invita l'utenza a collaborare' cedendo il posto ad anziani, mutilati, bambini piccoli e donne incinta.
L'anziana dotata di bastone da passeggio si avvicina baldanzosa al posto a sedere, reclamandolo. La ragazza le risponde gentilmente, scusandosi di non poter cedere il posto in quanto si trova in stato di gravidanza.
A quel punto avviene l'inimmaginabile: la vecchietta mette su un cipiglio arcigno e
accusa la ragazza di non essere incinta. Brandendo il suo bastone, indica sulla targhetta di metallo fissata vicino al sedile una figurina disegnata raffigurante un uomo anziano, sbraitando di avere diritto al posto.
Ora, è vero che il ventre della ragazza non era così prominente da poter essere immediatamente collegato a una gravidanza; tuttavia non vi era niente, assolutamente niente che impedisse di credere alle sue parole.
In ogni modo, nonostante le proteste della vecchietta, la ragazza non cede il posto. Intervengono a quel punto le occupanti rispettivamente del posto davanti e di quello dietro al sedile conteso. Si tratta, ovviamente, di donne anziane. Le quali iniziano a dare addosso anch'esse alla ragazza, in favore della vecchia con bastone. I commenti di questo manipolo di vecchiette inacidite ai danni della ragazza incinta sono andati da un classico: “Ah, questi giovani non hanno più rispetto” fino a esclamazioni di gran lunga più offensive del tipo: “Io tutta questa pancia non la vedo: secondo me stai dicendo una bugia per tenerti il posto”.
Finora la situazione potrebbe essere presa come un esempio colorito e per certi versi divertente di un'evidentissimo caso di un qualche genere di raptus senile diffusosi repentinamente tra tutte le vecchie dell'autobus. La scena in sé, infatti, non sarebbe assolutamente credibile, se solo finora non avessi volontariamente tralasciato un particolare che sicuramente può chiarire molte cose. La ragazza incinta era una immigrata sudamericana, probabilmente peruviana.
Ho assistito a tutta la scena senza avere la forza di dire una parola, tanto ero allibito. Con maggiore prontezza di quanta ne abbia avuta io (che comunque ero in piedi), ma con abbastanza ritardo da permettere alla ragazza di ricevere numerose allocuzioni di gradazione offensiva variabile, un uomo decide finalmente di alzarsi in piedi per cedere il posto alla strepitate vecchietta con bastone, ponendo fine a una scena tanto penosa.
Nonostante la fine della lite, non hanno avuto termine i commenti delle anziane che sono intervenute solo in un secondo momento per dar manforte alla prima vecchietta. Commenti fatti davanti alla ragazza incinta, che ancora, mostrando un grado di resistenza ammirabile, era seduta al suo posto:
“Dovrebbero rimandarli tutti al loro paese questi immigrati”
“Ah, guardi signora:
io ormai sono diventata razzista”.